Indicazioni cliniche per l'ipertermia oncologica

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Le procedure di ipertermia per impiego clinico mirato al trattamento curativo, ma anche palliativo dei tumori, comprendono l'ipertermia superficiale, l'ipertermia interstiziale, l'ipertermia regionale profonda e l'ipertermia partial body sotto controllo RM. La gamma di apparecchiature disponibili sul mercato è limitata, e noi abbiamo preferito acquistare apparecchiature che ci consentano di effettuare trattamenti di ipertermia superficiale e profonda con un ottimo rapporto costo-beneficio, nell’ottica di erogare trattamenti accessibili alla gran parte dei pazienti.

 

 

Molte delle entità tumorali indicate sono indicazioni cliniche riconosciute dal Centro di Competenza per Oncologia del Servizio Medico dell'Assicurazione sanitaria di Düsseldorf per l'impiego in ipertermia presso centri certificati e idoneamente attrezzati in Germania.

 

la Revisione Cochrane del gruppo di lavoro olandese della Clinica Universitaria di Maastricht e dell'UMC Erasmus di Rotterdam mostra il livello di efficacia più recente dell'ipertermia (De Haas-Kock et al.: 2009). Incentivato dalla Clinica Universitaria di Erlangen, il Atzelsberger Kreis per Studi clinici sull'ipertermia ha avviato un nuovo studio clinico multicentro per le recidive del carcinoma del retto (Ott 2009).

 

nelle Linee guida NCCN Cancro al seno (MS-24) del 2007 l'ipertermia viene indicata come indicazione di categoria 3 per il trattamento di recidive (NCCN Breast Cancer 2007). Ha contribuito in modo determinante ad ottenere tale classificazione lo studio del Duke University Medical Center (Jones et al.: 2005 e 2007); tutti i pazienti sono stati nuovamente irradiati e randomizzati, e completamente trattati con una dose termica elevata o inferiore. L'analisi dei sottogruppi ha permesso di rilevare che le recidive di carcinoma mammario pre-irradiate hanno tratto vantaggio prevalentemente dall'ipertermia ad alto dosaggio somministrata in aggiunta alla terapia radiante (68% vs 24% controllo locale). Il trattamento del carcinoma mammario recidivante per mezzo di ipertermia locale come coadiuvante della radioterapia è uno standard internazionale e approvato dalla FDA Food and Drug Administration.

 

 

 

i risultati dello studio olandese multicentro randomizzato sull'ipertermia profonda hanno permesso di riconoscere come trattamento standard in Olanda per il carcinoma cervicale il trattamento combinato di radioterapia e ipertermia (Van der Zee et al.: 2000 e 2002). Su questo studio nel frattempo sono stati resi noti dati aggiornati del follow-up (Franckena et al.: 2008 e 2009), che dimostrano un vantaggio definitivo in termini di sopravvivenza per i pazienti trattati con ipertermia. Anche in questo collettivo di pazienti, è stato possibile rilevare una dipendenza dal rapporto dose-effetto. Una Revisione Cochrane sul carcinoma cervicale del gruppo di lavoro olandese di Maastricht/Rotterdam è accettata e sarà pubblicata all'inizio del 2010.

 

nelle Linee guida NCCN-Sarcoma 2-2008 (NCCN STS 2008), con una indicazione di categoria 2A si consiglia l'ipertermia associata alla chemioterapia per il trattamento di sarcomi ad alto rischio dei tessuti molli delle estremità, con riferimento ai recenti risultati dello studio randomizzato di fase III (EORTC 62961/ESHO RHT95) sulla chemioterapia neoadiuvante confrontata con la chemio-termoterapia (Issels et al.: 1990, 2008, 2009, Wendtner et al.: 2002). La statistica presenta importanti risultati a favore di una migliore risposta di sopravvivenza libera da malattia (DFS) e sopravvivenza libera da recidive locali (LPFS) nei pazienti trattati con ipertermia. L'ipertermia deve essere considerata come una "Targeted Therapy" efficace per il sarcoma dei tessuti molli ad alto rischio.

 

 

il trattamento del melanoma maligno con ipertermia locale coadiuvante alla radioterapia è uno standard internazionale (Overgaard et al.: 1995 e 1996) e approvato dalla FDA Food and Drug Administration.

 

il trattamento di questi tumori con ipertermia locale coadiuvante alla radioterapia è uno standard internazionale (Valdagni et al.: 1994) e approvato dalla FDA Food and Drug Administration.

 

lo studio randomizzato italiano non ha prodotto effettivamente alcun vantaggio in termini di sopravvivenza globale (OS), tuttavia ha rilevato un importante vantaggio nella sopravvivenza libera da malattia (DFS) (Colombo et al.: 2003). I lavori del Gruppo di Erlangen nei 45 pazienti sottoposti a trattamento quadrimodale (vale a dire intervento conservativo della vescica associato a radiochemio-termoterapia) hanno mostrato un ulteriore miglioramento del controllo locale rispetto al trattamento trimodale senza ipertermia, e la sopravvivenza globale (OS) per gli stadi T1 e T2 a 3 anni è stata riscontrata nell'80% dei casi (Wittlinger et al.: 2009, Ott et al.: 2009).

 

all'ASCO 2008 il gruppo di lavoro Ipertermia di Monaco ha presentato i risultati di uno studio di fase II su carcinomi pancreatici refrattari a gemcitabina (Tschöp et al.: 2008). I risultati favorevoli ottenuti somministrando ipertermia in aggiunta alla chemioterapia con gemcitabina e cisplatina (durata media libera da malattia dei 19 pazienti trattati: 4,2 mesi; sopravvivenza globale media: 16,9 mesi) hanno portato il gruppo di lavoro ad iniziare uno studio randomizzato multicentro di fase III sulla terapia adiuvante nel trattamento del carcinoma pancreatico (HEAT) (Issels et al.: 2009). Questo studio è supportato dalla ESHO (European Society of Hyperthermic Oncology).

 

 

lo studio randomizzato pubblicato nel 2005 sull'ipertermia intracavitale somministrata in aggiunta alla radio-chemioterapia nel trattamento del carcinoma anale in un periodo di osservazione di 5 anni mostra un notevole miglioramento della sopravvivenza libera da colostomia nei pazienti sottoposti a ipertermia: 95,8 % (23 su 24 pazienti) vs. 68,0% (17 su 25) (Kouloulias et al.: 2005). Il tasso di recidiva locale nei pazienti trattati con ipertermia è stato del 4,2% (1 su 24), mentre nei pazienti trattati con sola radio-chemioterapia è stato del 32% (8 su 25). La sopravvivenza libera da recidiva mostra un trend di miglioramento con il trattamento ipertermico.

 

Il gruppo di studio Atzelsberger Kreis per Studi sull'ipertermia sta effettuando uno studio clinico multicentro di fase 2 di ricerca sull'ipertermia su questo tipo di tumore (Van der Zee et al.: 2009).

 

il gruppo di lavoro di Düsseldorf di R. Wessalowski presso la Clinica di Oncologia Pediatrica locale ha dato pionieristicamente inizio al trattamento di tumori delle cellule germinali associando chemioterapia e ipertermia. Il trattamento di tumori delle cellule germinali recidivanti con una combinazione di chemioterapia e ipertermia regionale profonda produce una quota di guarigione dell'80% rispetto a quella del 30 - 40% ottenuta con il trattamento standard (Wessalowski et al.: 1998, Schneider et al.: 2001, Göbel et al.: 2002). Anche per altri tumori, come il sarcoma di Ewing, i sarcomi dei tessuti molli e gli osteosarcomi, il Protocollo HyperPei della GPOH Gesellschaft für Pädiatrische Hämatologie und Onkologie (GPOH Società per ematologia e oncologia pediatrica) tedesca è oggi riconosciuto come il trattamento standard per nonresponder alle terapie tradizionali (Wessalowski et al.: 1997).

 

 

 

Bibliografia: